Lepore, il grande equivoco del Lecce

Condividi
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Franco Lepore

Franco Lepore, leccese, tifoso del Lecce, ma anche grande equivoco di questa squadra. A volte infatti si ha l’impressione che goda di maggiore credito di quello che le sue doti meriterebbero e che pretenda troppo dal ruolo di capitano che gli è stato affidato.

Senza pensare di dettare le scelte tecniche, che ovviamente spettano a Rizzo, non si può non notare come si punti troppo su questo giocatore, anche quando in quel ruolo c’è chi farebbe meglio, vuoi per migliore qualità, vuoi per caratteristiche più consone.

Spesso, lo scorso anno, la formazione iniziale ha fatto storcere il naso. Vederlo esterno d’attacco o difensore non sempre è parsa la mossa più azzeccata dal punto di vista tattico. Anzi la squadra ne ha risentito. Non perché sia un giocatore assolutamente scarso, ma perché in quei ruoli ci sono sempre stati giocatori che potevano fare meglio di lui.

Per carità, è duttile e sa adattarsi, ma non si può pretendere di basare un campionato sull’adattabilità di un giocatore invece che su chi è naturale in quel ruolo. Lepore è un centrocampista, neanche un esterno e, per dirla tutta, nel 433 neanche esiste il suo ruolo naturale. Mortificare la squadra o modificarne la fisionomia per permettere a Lepore di giocare è una scelta incomprensibile, un equivoco di fondo, che spero Rizzo non avalli anche quest’anno.

Lepore che parte dalla panchina, che subentra in caso di necessità può essere davvero un’arma in più per questo Lecce, diversamente può essere un danno.

Riguardo invece il ruolo di capitano, spero che sia stato consigliato da Rizzo a svolgerlo nella maniera adeguata, perché finora non lo ha fatto. Ha sempre confuso la leadership con il presenzialismo e con il protagonismo. Infatti, dopo un campionato intero (lo scorso) ancora non sappiamo come battano le punizioni gli altri componenti della rosa (se non tramite Youtube).

Il punto più alto di questo presenzialismo, del quale spesso risente tutta la squadra, si è raggiunto nei quarti di playoff con l’Alessandria quando, nell’ultimo minuto di partita, ha strappato il pallone a Torromino, che si era procurato la punizione e che voleva battere, per calciare lui, una di quelle punizioni di cui non avremo memoria. Magari l’esito sarebbe stato lo stesso… ma non lo sapremo mai.

Io Lepore me lo ricordo come un buon operaio, attento a fare le cose semplici e a farle bene, senza cercare di strafare oltre i propri limiti. Da quando invece è capitano della squadra ha capito male il suo ruolo, che dovrebbe essere quello di spronare e spingere i ragazzi, non quello di voler fare tutto lui, anche quando qualcun altro le stesse cose le sa fare meglio.

Il ruolo di un capitano è quello di caricarsi la squadra nei momenti di difficoltà, non sostituendosi a chiunque, ma dando coraggio e spingendo alla vittoria.

Invece con il suo atteggiamento finisce con non dare alcun reale contributo alla causa del Lecce e facendo perdere fiducia alla squadra, prima verso il proprio capitano, poi verso se stessa.

Perciò spero che Rizzo gli abbia spiegato che, magari, i calci d’angolo li saprebbe battere meglio Pacilli di lui, che se un giocatore come Torromino si è conquistato una punizione e vuole batterla è bene che la batta. Anzi lui dovrebbe spingere e incoraggiarli a farlo.

Se Lepore vuole davvero fare il bene del Lecce deve mettersi a disposizione dei compagni con umiltà e non sostituirsi alla squadra.

 

Commenta su Facebook
Precedente Cosa cambia dopo il disimpegno di Tundo? Successivo Robertino Rizzo e il modo di vedere il calcio