Cosa cambia dopo il disimpegno di Tundo?

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Enrico Tundo, ex presidente del Lecce

La conferenza stampa di oggi ci ha trasportati in una nuova stagione per la storia del Lecce.

Non si può dire che il disimpegno di Tundo sia stato esattamente un fulmine a ciel sereno. Le avvisaglie c’erano tutte: l’imprenditore galatinese mancava da tempo dai media, non apparendo neanche in occasione del caso Padalino, le voci si inseguivano da settimane, ma lascia comunque qualche preoccupazione trai tifosi.

Di certo non è cosa da niente. Enrico Tundo in tutto questo periodo è stato il maggior azionista e di conseguenza il maggior finanziatore della società giallorossa, nonché, probabilmente, quello con maggiori possibilità economiche e la sua fuoriuscita dalla società non può che procurare sentimenti di apprensione per il futuro del Lecce.

Ma cosa cambia sostanzialmente?

Nell’immediato certamente nulla e probabilmente nulla per questo campionato. Ma se non dovessimo riuscire a salire immediatamente questa società avrebbe la forza economica per affrontare un nuovo campionato di vertice? E se a gennaio dovessero servire rinforzi?

Saverio Sticchi Damiani neo presidente giallorosso

Sticchi Damiani, neopresidente del Lecce, ha ovviamente voluto tranquillizzare tutti, rassicurando sul domani, ma l’impressione che questo sia un anno cruciale per il futuro della nostra squadra resta. Pur apprezzando i sacrifici dello stesso Sticchi Damiani, di Liguori, di Adamo, le risorse sono limitate e un campionato di serie C non permette una gestione equilibrata. Questo potrebbe tradursi, in prospettiva, in un ridimensionamento delle ambizioni.

Però è certamente vero che non bisogna vivere questo campionato come fosse l’ultima spiaggia, non gioverebbe alla serenità della squadra e non servirebbe a nulla. Qualunque cosa ci riservi il futuro è ancora tutta da scoprire e non è detto che, in questi mesi, gli assetti non possano ancora cambiare.

Esiste tuttavia una soluzione a tutti i mali che affliggono e potrebbero affliggere un domani il Lecce e si chiama Serie B. Questa benedetta promozione, inseguita ormai da troppo tempo, cambierebbe in maniera radicale il futuro del Lecce, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche societario.

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