LECCE: GAME OVER

Se c’è una cosa che ha accomunato quattro dei cinque campionati di Lega Pro giocati dal Lecce, dopo quella maledetta retrocessione d’ufficio, è che ha sempre lottato per il primo posto, per poi cedere alla fine. Per tanti motivi, i più disparati, ma il risultato è stato sempre lo stesso. Così per il quarto anno ci apprestiamo a disputare i playoff. Bello sforzo, alla fine bastava arrivare a metà classifica grazie al nuovo, ridicolo, regolamento partorito dalle menti diaboliche dei vertici di Lega. Ventiquattro (24!) squadre sotto al caldo per un unico misero posto in serie B. Una lotteria in cui farebbero prima ad estrarre il nome della vincitrice.

Ma torniamo a noi. Le regole della Lega ci sono per tutti, per tutte le squadre che ci hanno preceduti in classifica, vincendo il campionato dopo essersi liberate di noi sul più bello, quando il gioco si è iniziato a fare duro. Quindi nessuno si sottragga alle proprie responsabilità, i campionati si sono persi per errori, i playoff anche. Certo, la fortuna ci mette la sua, quel palo a Frosinone ne è l’esempio più lampante, ma il problema è che il finale è sempre lo stesso (e la fortuna aiuta gli audaci).

E quest’anno gli errori sono molto più evidenti della sfortuna, perché il Lecce non ha subìto le partenze ad handicap di altri anni, né la rotture di spogliatoio del primo anno. C’era tutto per fare bene, l’entusiasmo, la squadra, anche la fortuna. E invece no, l’epilogo del campionato ci dice che i nostri giochi per il primo posto sono finiti, anche in largo anticipo.

Ora qualcuno ci dirà che il progetto era biennale, che in fondo si era tenuto in conto che si poteva non salire quest’anno. D’accordo, ma… Il Lecce è stato primo per quasi tutto il campionato, da solo o in gruppo, pur non esprimendo mai un gioco degno di questo nome, e lo era nel periodo di calciomercato. Anche se il progetto era biennale la promozione era alla portata, perderla non è un grande risultato, ma una sconfitta, l’ennesima.

Ed ora questi maledetti playoff, con una squadra che non sa imporsi nei momenti importanti, che è in involuzione totale da settimane, con un allenatore in confusione totale ed inviso alla piazza. C’è poco da stare allegri.

Sempre quel qualcuno ci dirà che il campionato non è ancora finito, che non bisogna gettare la spugna, ma inseguire chimere non farà altro che far spendere ulteriori energie nervose in vista di quel nuovo campionato che sono i playoff di quest’anno.

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