Il nuovo corso

Tra giornalisti, giornalai, blogger e presunti blogger, tifosi e meno tifosi,  è stato formalizzato, oggi,  il passaggio di consegne tra la vecchia proprietà e la nuova proprietà dell’US Lecce e  non potevamo di certo mancare noi, di questo blog, all’affollata conferenza stampa che ha fatto da corollario a questo passaggio.  E’ sempre difficile guardare con fiducia il futuro del nuovo corso senza conoscere a fondo le potenzialità economiche della nuova società.

Noi lo faremo, perché siamo prima di tutto tifosi e poi inguaribili ottimisti di natura.
Da quando i Tesoro hanno annunciato di volersi disimpegnare da questa società e da questa città, nel mese di febbraio, per noi tifosi è iniziata una sorta di discesa agli inferi, fatta di dubbi, perplessità e risultati sportivi non esaltanti. L’incubo ha ben presto preso i contorni di personaggi grotteschi e caricaturali, felliniani ma reali, purtroppo per noi. In mezzo a questo incedere di pagliacci, nani e ballerine, il disinteresse totale dei politici nostrani, sindaco in testa. Con questa premessa, dobbiamo, per forza di cose, avere fiducia nell’operato di questa società.  Non possiamo vivere nel passato.
Con questi pensieri in testa ho ascoltato la conferenza e ho cercato nei visi dei diretti interessati quelle emozioni e quei sentimenti che non ti verranno mai a dire ma che sono ben visibili.
Dal viso malinconico di Savino Tesoro alla professionalità dell’Avv. Sticchi Damiani, all’emozionato neo DS Trinchera, tutti ci hanno trasmesso qualcosa, soprattutto l’amore verso i nostri colori e la nostra maglia che per un tifoso è la cosa più sacra che ci possa essere.
Ringrazio la vecchia proprietà nelle persone della famiglia Tesoro per la loro vicinanza ai tifosi e per aver tentato di riportarci nelle serie che più ci competono, con un poco di fortuna in più sarebbe un discorso chiuso da tre anni.
Auguro a questi nuovi di riuscire nell’impresa e di prendersi tante soddisfazioni perché saranno anche le nostre soddisfazioni.
Noi tifosi faremo come al solito il nostro dovere, cioè andare allo stadio e tifare perché è quello che ci riesce meglio.
Commenta su Facebook