Dopo Robertino Rizzo quale futuro per il Lecce?

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Neanche il tempo di digerire i tre cazzotti in pieno volto di Catania che arrivano le dimissioni irrevocabili di Rizzo, per motivi personali.

La motivazione più accreditata è che l’allenatore non reggesse più le pressioni di una piazza sempre più difficile da gestire, ormai spossata da una lunga e sempre più complicata rincorsa alla B. una rincorsa cominciata cinque lunghissimi anni fa.

Dispiace per Rizzo, che in ogni caso ha inciso il suo nome in maniera indelebile nella storia del Lecce e con la sua signorilità ha dimostrato che si può essere uomini di sport, senza essere necessariamente arroganti e primedonne.

Gestione Rizzo

Ma tutto ciò non può farci negare che la gestione Rizzo è stata deficitaria e non ha portato ai risultati sperati  Troppo poca una vittoria tra tanti pareggi, prima della sconfitta di Catania.

Così come è un errore far passare quella in terra siciliana come una sconfitta qualunque o meravigliarsi dei malumori (nella migliore delle ipotesi) della tifoseria.

Robertino Rizzo ne è cosciente e probabilmente è il primo a rimanere deluso dei mancati risultati, perché, diciamolo, non deve essere per nulla facile allenare la squadra per cui tifi, non c’è il giusto distacco che un allenatore dovrebbe avere.

Vincitori e vinti

Qualcuno è uscito vincitore da questa storia? Tra i tifosi certamente nessuno, né i suoi estimatori, né i suoi critici, perché un tifoso sente proprie le sconfitte della squadra. Io, che pure ne ho criticato le scelte, avrei pagato per un epilogo diverso, con il Lecce in B.

Non hanno vinto neanche coloro che lo hanno insultato e offeso gratuitamente sui social, perché quelli non vinceranno mai, avranno sempre qualcuno da insultare ed offendere, per controbilanciare le proprie frustrazioni.

Ma attenzione a non confonderli con chi esprime il proprio disappunto, le proprie ragioni, le proprie tesi, anche in maniera decisa. Mettere tutto, critiche e insulti, dissenso e offese in un unico calderone fa solo il gioco dei distruttori di professione, delle iene e degli avvoltoi.

E a proposito di avvoltoi, ne stanno all’improvviso volteggiando parecchi nell’aria, perché hanno fiutato le difficoltà della Società, in uno dei monenti più complicati. Si sentono liberi di fare qualunque illazione, di inventare false notizie, di far leva sulla rabbia dei tifosi delusi.

La Società

Al di là di errori e difficoltà io non posso che ringraziare questa Società per ciò che ha fatto e sta facendo, senza ruffianerie, perché credo che errori ne ha fatti e non vanno taciuti, ma credo anche che lo sforzo e l’impegno vanno riconosciuti.

E trovo ridicolo il paragone, che ancora qualcuno fa, con una proprietà del passato che aveva possibilità economiche enormi, che se solo avesse voluto ci avrebbe potuto tranquillamente portare a disputare le coppe europee.

Realtà e futuro

Bisogna guardare la realtà, siamo in C, con una Società che ha risorse limitate ma che ha investito anche quest’anno in una squadra da promozione. Non ci saranno né sceicchi, né emiri a rilevare il Lecce per assicurargli la vittoria, né Cosmi o Delio Rossi ad allenare. Ma questo non giustifica le goleade subite sistematicamente a Benevento, a Foggia, a Catania, che non devono esserci e non possono essere la norma.

Guardare la realtà vuol anche dire essere coscienti che la squadra può ancora vincere il campionato, ha le qualità e gli uomini per farlo, ma da sabato sera, rispetto solo ad una settimana fa, sembra tutto maledettamente più difficile. È importante cercare di non buttare al vento un altro anno già da ora .

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