A Cosenza è davvero mancato l’impegno?

Cosenza è lo specchio di tante partite giocate quest’anno. Escluse le prime giornate, in cui si vinceva e si convinceva, mai il Lecce, anche nei momenti migliori, ha dato l’impressione di solidità e fluidità di manovra.

Ho letto e ascoltato in questi giorni tra tifosi e cosiddetti addetti ai lavori di mancanza di foga agonistica, di impegno, di voglia da parte dei giocatori, ma è davvero così?

A me i giocatori non son sembrati svogliati, né mi è sembrato che tirassero indietro la gamba. Semplicemente giravano a vuoto senza sapere che fare.

Un centrocampo a tre (domenica composto da ragazzini), che spesso si trova in inferiorità, Caturano che avrebbe bisogno di riposo e non da ieri (perché è stato preso Marconi?), gli esterni costretti a giocare sempre con il raddoppio degli avversari, un Torromino che ancora non è quello dell’inizio, un Lepore che non è e non sarà mai un esterno d’attacco e i terzini che non si sovrappongono mai e quando lo fanno è a difesa completamente schierata.

Basterebbe questo per capire la prestazione di Cosenza, ma bisogna necessariamente aggiungere la mancanza atavica di schemi. Fare giro palla a centrocampo per poi lanciarla all’esterno sperando che inventi qualcosa non è uno schema.

No, non è mancata la voglia, né l’impegno, sono mancate le qualità e le idee. Meluso ha ragione quando dice che non è mancato l’impegno, ha completamente torto quando si dice soddisfatto.

In questo Lecce non c’è personalità? Forse. Ma di una squadra la mancanza di personalità si nota solo quando mancano altri componenti, quali il gioco, gli schemi, le idee.

E non regge neanche quanto ho sentito ultimamente, che comunque è una squadra nuova che è il primo anno che gioca insieme, se è questa la causa comunque si sarebbero dovuti vedere i progressi, ma mancano totalmente.

Vero è che i punti fatti dalla squadra sono comunque tanti, la media è altissima (anche se abbassata notevolmente negli ultimi due mesi). Ma come scrissi all’inizio del campionato (in questo articolo), era preventivabile quest’anno una quota promozione molto alta, dato lo squilibrio esistente tra le squadre costruite per la promozione diretta e le altre.

A voler essere realisti, forse il Lecce non sarebbe salito comunque, visto il campionato del Foggia, che non ne sta sbagliando una, però resta l’impressione che questa squadra renda molto al di sotto del proprio potenziale.

Tutto ciò, naturalmente, non si tramuti in un alibi per la squadra, che ha il dovere di giocare ben oltre le proprie possibilità in ottica di playoff.

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